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Notizia Oggi - Varallo e alta Valsesia
Lunedì 7 agosto 2000

"SIAMO UN PAESE PERSEGUITATO"
CERVATTO, IL SINDACO RECLAMA
Respinte più volte le richieste dei lavoratori socialmente utili
A parità di caratteristiche il governo assegna contributi più bassi.

Lavoratori socialmente utili cercasi a Cervatto, piccolo comune della Val Mastallone. 
Le ripetute richieste dell'amministrazione all'ufficio di collocamento di Borgosesia hanno sempre avuto risposte negative. "La legge Treu del 1997 sulle collaborazioni di questo tipo - spiega Patrizio Minaroli, sindaco di Cervatto - prevede che i lavoratori non siano tenuti ad andare nel comune di assegnazione se questo non è raggiungibile in un tempo massimo di 60 minuti. Gli unici nominatrivi a disposizione dell'ufficio di collocamento sono di persone che abitano a Borgosesia e a Serravalle e che perciò non intendono risalire tutta la valle".
Durante il periodo estivo anche a Cervatto aumentano le attività culturali e le manifestazioni, che vanno ad aggiungersi ai normali impegni di routine: seconodo il sindaco, quindi, "almeno uno o due persone in appoggio al personale comunale avrebbero fatto comodo per coprire diverse mansioni, quali l'apertura delle mostre, le iniziativre di volantinaggio, la pulizia dei locali o delle strade".
Per i tanti comuni valsesiani che hanno, a causa delle loro piccole dimensioni, un bilancio ristretto, fare affidamento sull'apporto di lavoratori socialmente utili è un modo per sopperire alla mancanza di personale contenendo le spese.
Oltre a questa possibilità poi ciascun comune può confidare negli aiuti che ogni anno il governo eroga alla voce "contributi ordinari".
Tuttavia anche su questo fronte Cervatto risulta penalizzato. "Sembra che il nostro paese - sostiene Minaroli - sia perseguitato: la nostra è una situazione anomala rispetto a quella delle altre amministrazioni".
Cervatto è infatti risultato assegnatario di 3.400.000 lire per l'anno 2000, mentre altri comuni analoghi per bilancio e popolazione ricevono somme superiori alla decina di milioni.
"Riteniamo - continua il sindaco di Cervatto - che tale somma sia veramente esigua e abbiamo chiesto l'invio dell'elenco dei parametri adottati. Abbiamo cercato di risolvere la questione appellandoci alla Comunità Montana e chiedendo spiegazioni al Ministero degli Interni, ma nessuno è stato in grado di spiegarne le cause.
Noi abbiamo già ottimizzato i nostri servizi, ma alla fine dell'anno bruciamo tutto il ricavato delle imposte nelle spese ordinarie: la corrente elettrica, il riscaldamento e il personale, che è risotto al minimo. Questo ci impedisce di dedicarci alla promozione di altre iniziative, penalizzandoci di fronte agli altri comuni
".
Secondo Minaroli per risolvere il problema si dovrebbe livellare la quota assegnata a Cervatto su quella per le altre amministrazioni, concedendo così quello che spetta di diritto "in modo che anche una piccola realtà quale quella del nostro paesino continui ad esistere".

Gianmario Angelillo
 


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