Le statistiche CERVATTO VALSESIA mt.1022


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In salita fra incanti

Quando per salire da Fobello a Cervatto si dovevano impegnare le gambe, per gli occhi c'era pure da godere, e doppiamente, a confronto d'una veloce salita in auto, come i più vogliono oggi, da quando la mulattiera fu trasformata in comoda carrozzabile (1951).

Bramosi come si era, anche allora, di "bella natura", si aveva il tempo di doppiare il reddito in soddisfazioni, poichè, un poco si badava all'ambiente tortuoso della strada e un poco, naturalmente di straforo, si cercavano gli sfondi luminosi delle coste alte e basse di Fobello.

Ai tempi di cui stiamo parlando si riferiscono le parole della rivista "Pro Piemonte":

"Una strada, che è un lembo di Parco e un piccolo incanto, collega, con una passeggiata d'idillio, Fobello e Cervatto, dove pure si prova uno stesso conforto sia fisico sia spirituale".


A tre quarti di tale salita, come per l'improvvisa apertura d'un sipario, si mostrava, in chiarezza di primo piano, una piccola schiera di giovinette agghindate, che, fuori d'allegoria, sarebbero le più belle case di Cervatto. E, al centro della schiera, c'era perfino la bella Casa del Signore, con una cuffia... No, voglio dire una cimasa, ornata di croce, che è poi quella del suo campanile.

Ci siamo! ... a Cervatto, ossia a m. 1022 di altitudine. D'accosto ad una ringhiera che delimita la piazzetta dal lato che quasi strapiomba sopra Fobello, mirate che solenne cerchia di vette!

In verità, è ora cancellato il motto di Don Ravelli che scriveva, quando tutti ancora rimproveravano a Cervatto il tardante suo collegamento con la provinciale: "O disdegnoso Cervatto!".

Il nobile abitatore dei monti... ma dei tempi che furono.

Ci sentiam in questo momento collegati col Tonetti (Guida, a pag. 15): "Dove lasciò, infatti, il Creatore, di sè e della sua potenza, immagine più viva, se non là dove la terra pare che col cielo si unisca e confonda?".

Chi ha stilate queste parole, quassù era come di casa e perciò i suoi pensieri potevano essere un po' "cervattesi", in accettazione delle "bellezze che la natura ha, con grande scalpello, improntate nelle montagne, della nostra Valle".

A ragione questa è proclamata una "conca smeraldina", incastonata fra i monti,... quale una gran perla genuina.

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