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La Storia
Come figlia che s'accasa
Questa bella figlia della grande famiglia fobellese, un po' perché cresciuta ed un po' perché pressata dalle altre frazioncine più alte entro la sua valletta, cominciò a premere le leve per far scattare il decreto della sua indipendenza.
I tempi portavano, nel campo religioso, a facilitazioni giuridiche in favore dei frazionamenti. C'erano preti anche per i minimi cantucci. Basti dire che Fobello aveva sette Cappellani, compreso quello stabile di
Cervatto. E quassù si faceva già dell’indipendentismo.
Nel religioso i Cervattesi la spuntarono nel 1738, ma nel civile solamente dopo cent'anni. Distaccarsi dalla matrice costò qualcosa di sonante, ossia 1.800 lire, a risarcimento dei danni patiti da quei di
Fobello.
Nel 1738 le anime formanti la nuova parrocchia (affidata a San Rocco) erano 470. Sempre più calarono fino all'attuale consistenza invernale di circa 22 presenti. Al
Taponaccio, ora quasi vuoto, un tempo vi risiedevano, anche d'inverno, venti famiglie. Allo stesso livello bisogna vedere le altre frazionette tutte allineate nel versante soleggiato del vallone, tutte ridotte ad un minimo,... anche quanto a capi di bestiame.
Una volta ottenuta l'indipendenza da Fobello, restò sul posto come parroco Don Giov. Battista Guglielmada, che già da anni era lassù come Cappellano.
E la chiesa divenne presto funzionale con le migliorie e la dotazione di redditi. Nel 1845, Mons. Filippo Gentile, ebbe la gioia di farne la consacrazione.
Era parroco allora un fobellese di alta coltura, il Teol. Don Giacomo Rizzetti (1816-1901), laureato in giurisprudenza. Era stato segretario particolare del Vescovo di Biella. Restò a Cervatto per 35 anni. Fu onorato del titolo di Cavaliere dei Santi Maurizio e Lazzaro.
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